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Sen. Simone Pillon

Giustizia

Giustizia

In materia di giustizia è oggi di fondamentale importanza riformare il Consiglio Superiore della Magistratura per ridurre il potere delle correnti.

E’ altresì doveroso intervenire sullo status dei magistrati, anzitutto operando una netta separazione delle carriere, che vieti il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa, al fine di garantire l’indipendenza e imparzialità del giudice. Il singolo magistrato deve, inoltre, rispondere personalmente per i danni causati ingiustamente nell’esercizio delle sue funzioni, mentre ad oggi il singolo cittadino danneggiato può rifarsi solo contro lo Stato.


In ambito penale occorre fissare l’attenzione sul tema della certezza della pena. Con la legge sulla legittima difesa abbiamo posto rimedio a tante situazioni di ingiustizia riguardanti la cosiddetta difesa “domestica”, nonché l’eccesso colposo nella legittima difesa. Abbiamo inoltre inasprito le sanzioni per i reati di furto, rapina e violazione di domicilio, che mettono in discussione la sicurezza dei cittadini.

simbolo della giustizia

E’ poi necessario insistere sul tema della giustizia di prossimità, per garantire un servizio giustizia più vicino al cittadino e più efficiente, mediante una revisione delle circoscrizioni giudiziarie, che rimedi alla grave soppressione di uffici giudiziari realizzata dal governo Monti nel 2012.


La giustizia civile poi non deve e non può essere considerata una tematica di importanza secondaria, perché, anzi, viene incontro a quelle ineliminabili esigenze di giustizia che albergano nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia, fino a toccare corde profondissime nell’animo dei nostri concittadini.


Inoltre, anche le nostre imprese, per essere competitive sul piano internazionale, devono poter contare su una giustizia celere e, per quanto possibile in questo mondo, giusta.


Con la riforma del processo civile abbiamo previsto processi più brevi, la semplificazione dei riti e il potenziamento della mediazione nelle cause di separazione. Abbiamo istituito il Tribunale della famiglia che si occuperà di separazioni, divorzi e affidi, supportato anche da un Ufficio per il processo. Abbiamo posto grande attenzione ai minori, prevedendo la redazione di un piano genitoriale, come terreno di confronto tra papà e mamma. In materia di affidamenti abbiamo stabilito che il collocamento in casa famiglia sia un’ipotesi residuale solo laddove non siano state individuate alternative diverse, rimettendo sempre e in ogni caso la decisione all’autorità giudiziaria. Abbiamo, infine, cercato di limitare gli spazi dei servizi sociali e abbiamo previsto la videoregistrazione delle audizioni dei minori.


Ancora molto resta da fare per potenziare l’affidamento condiviso dei figli, per assicurare tempi paritari di permanenza del figlio con ambo i genitori, per garantire la bigenitorialità, vale a dire il diritto del bambino di avere la mamma e il papà, e per rivalutare anche il mantenimento in forma diretta.