Categoria: Omofobia

Quando si parla di omofobia la si identifica correttamente con episodi di violenza e bullismo a danno di persone con tendenze omosessuali a motivo dei loro orientamenti.

Per l’Italia parlano i numeri: l’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD), che è l’organismo preposto a monitorare questi comportamenti, ha registrato 66 segnalazioni per aggressioni verbali o fisiche verso persone omosessuali e transessuali tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2018. Una situazione che non può di certo essere definita un’emergenza sociale.

Nel caso italiano una proposta di legge sulla discriminazione per motivi di orientamento sessuale e identità di genere (cosiddetto DDL Zan) è stata approvata dalla Camera de Deputati e attualmente è incardinata in commissione giustizia al Senato della Repubblica.

La vulgata mainstream ripete che questa proposta servirebbe a dare tutele, che oggi non esisterebbero, alle persone che subiscono atti di violenza a motivo del loro orientamento sessuale. In realtà nel nostro ordinamento sono già previste norme a difesa della dignità, del decoro e dell’integrità fisica delle persone, nonché aggravanti applicabili ai casi di omofobia, come quelle dei futili motivi o dei motivi abietti.

Se dovesse essere approvata la proposta di legge attualmente in discussione, non sarà invece più possibile opporsi al pensiero unico in materia di matrimoni gay, adozioni gay, utero in affitto e indottrinamento gender nelle scuole. Inoltre, le associazioni che si oppongono a queste istanze del mondo LGBT saranno vietate e chi le sostiene o le dirige rischierà fino a sei anni di reclusione.

Occorre quindi tenere alta l’attenzione sul tema, denunciare il rischio di derive liberticide e rivendicare il diritto di poter dire che la famiglia necessita di un papà e una mamma, senza dover incorrere in quello che sarebbe un reato d’opinione e che limiterebbe la libertà personale e le scelte educative.

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